Hospice Nicola Falde. Santa Maria Capua Vetere

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Hospice Nicola Falde. Primo Piano. Nei giardini che nessuno sa

giovedì 20 aprile 2017

tribunale di Ivrea: i cellulari provocano il tumore

Il tribunale di Ivrea, nella persona del dottor Luca Fadda, ha di recente (il 30 marzo) emesso una sentenza epocale in materia di tumori: l’uso del cellulare provoca il cancro al cervello, e il dipendente che ne fa un uso eccessivo ha diritto alla pensione di invalidità; da qui la condanna dell'Inail al risarcimento del danno.
Secondo il tribunale l’uso di tale strumento ha comportato un danno biologico permanente del 23%”; la perizia, effettuata dal professor Angelo Levis, afferma che “sulla base dei criteri elencati nel preambolo delle monografie della Iarc, le emissioni a Rf/Mo dei telefoni mobili (cellulari e cordless) dovrebbero essere classificate nel gruppo 1 dei sicuri cancerogeni per l’uomo”.
In questo caso si tratta di un tumore benigno, ma è ovvio che tali principi (specialmente se confermati dalla Cassazione) potranno a maggior ragione essere applicati al tumore maligno.
Il soggetto risarcito (Roberto Romeo, dipendente telecom) era assistito dagli avvocati Ambrosio e Bertone, dello studio legale torinese Ambrosio e Commodo. I legali hanno dichiarato all’ANSA:  "Per la prima volta una sentenza riconosce un nesso tra l'uso scorretto del cellulare e lo sviluppo di un tumore al cervello". Speriamo che la sentenza spinga ad una campagna di sensibilizzazione, che in Italia non c'è ancora. Come studio abbiamo aperto il sito www.neurinomi.info, dove gli utenti possono trovare anche consigli sull'utilizzo corretto del telefonino".
Se è la prima volta che viene riconosciuto il nesso causale tra tumore benigno al cervello e il cellulare, non è però la prima volta che l’uso di questo strumento viene individuato come potenziale agente cancerogeno.
Già il tribunale di Brescia nel 2009 e poi la Cassazione nel 2012 (Cass. 17438 del 12 ottobre 2012) avevano affermato l’esistenza del nesso causale tra tumore e cellulari (in questo caso però si trattava di un tumore maligno al trigemino). La perizia era stata effettuata sempre dal dottor Angelo Levis, affiancato dal dottor Giuseppe Grasso di Brescia. La vicenda è stata poi raccontata nei dettagli nel libro “Toglietevelo dalla testa” edito da Chiarelettere.
Dal punto di vista giuridico il problema è quello di stabilire un nesso tra la nascita del tumore e l’uso del cellulare.
E’ noto infatti che il tumore può derivare da varie cause, che agiscono spesso in sinergia: scorretta alimentazione, problemi psicologici, agenti esterni come inquinamento, radiazioni, ecc.
Nel momento in cui una persona contrae il tumore, al fine di poter individuare un responsabile che risarcisca il danno, è necessario individuare con precisione la causa. Deve cioè esistere quello che in termini giuridici si chiama “nesso causale” o nesso di causalità; problema non semplice, che ha affaticato la dottrina e la giurisprudenza più accreditati da sempre.
La teoria prevalente, da circa 20 anni, è quella della causalità scientifica, in base alla quale il rapporto di causa ed effetto deve essere accertato in base alla più recenti scoperte medico-scientifiche.
Il problema, quindi, più che giuridico, in questa materia è demandato alla scienza medica.
(Altalex, 20 aprile 2017. Nota di Paolo Franceschetti)

lunedì 17 aprile 2017

Lettera da una lettrice



Mi scrive una lettrice su facebook per chiedermi un informazione. Mi accorgo tardi (dopo un anno) che mi aveva chiesto un informazione per un’amica che ha un tumore.

Le chiedo scusa e le chiedo se le ho dato quel consiglio richiesto e in caso negativo perché non ha provato a ricontattarmi. Mi risponde:

Ciao Paolo ma che piacere sentirti! No non me l'hai dato però sai cos'è poi successo? Giusto per informazione, lei ha provato a fare la Chemio ma ne ha avvertito subito gli effetti devastanti e ha interrotto tutto subito. ( immaginati i medici, i parenti ecc..) Molto delusa anche dalle cure alternative e diete massacranti, ha deciso di lasciare anche quelle e di non fare più.... niente. Ha cominciato a mangiare tutto quello che le piaceva, ad andare più spesso in vacanza, in più ha cominciato a frequentare un gruppo di preghiera ( lei non è mai stata cattolica praticante), coinvolta da alcune sue amiche, una cosa un po' misteriosa, per pochi e per casi gravi da quel che ho capito. E in più ha trovato una terapista hameriana, molto molto brava, non così esaltata, molto umana e pragmatica e ogni tanto va a fare qualche seduta con lei. Per il resto mangia e beve quel che vuole e fuma pure qualche sigaretta. Beh, sono due anni che sta benissimo e non ha più NIENTE!! Sembra incredibile! Ha fatto la Tac e gli esami anche 15 giorni fa.... è perfetta! Non ha più niente! Lei è una persona ultra riservata ma mi sembrava doveroso condividerlo con te viste le tue ricerche! Io non so quanto durerà ma per ora è guarita! E mi sembra già un successo visto il tipo di tumore!


mercoledì 8 marzo 2017

Tumori, mente e anima


Tumori, mente e anima


Premessa

In questo articolo passeremo in rassegna alcuni autori e alcune ricerche, in rapida successione, rimandando a tali studi per un approfondimento.
In linea di massima possiamo dire che il tumore, lungi dall’essere visto come un nemico e come una patologia, può essere invece considerato un alleato, per cercare di capire meglio alcune problematiche irrisolte della nostra psiche.