Hospice Nicola Falde. Santa Maria Capua Vetere

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Hospice Nicola Falde. Primo Piano. Nei giardini che nessuno sa

lunedì 30 giugno 2014

L'ascozul, estratto di veleno di scorpione




L’Escozul è un mix di proteine estratte appunto dallo scorpione, che hanno un effetto immunoregolatore, antinfiammatorio, analgesico ma soprattutto antitumorale. La maggior parte dei pazienti trattati sono americani e sarebbero 25mila le persone che hanno riscontrato un miglioramento in termini di aumento di sopravvivenza, diminuzione del dolore e remissione delle cellule tumorali. Per procurarsi questo medicinale bisogna andare a Cuba, i medici lo prescrivono solo dopo una presentazione e accurata valutazione della cartella clinica. Documentandomi, ho letto sul sito dell’azienda che produce l’Escozul, che il medicinale, fino ad ora, non ha avuto effetti nocivi, e la sopravvivenza dei pazienti che hanno assunto il prodotto per un periodo di 5 8 anni è del 15,63% e l’89,55% dei pazienti mantiene una buona qualità di vita.

L’Escozul viene distribuito in modo gratuito solo a Cuba. Si va con con la cartella clinica, si deve arrivare  a Varadero e prendere una macchina per Jaguey Grande, questo è il nome della citadina a Cuba dove fanno questa medicina, Monzon abita vicino all’ospedale dalla parte di “especialidades”. Se  si prende un volo last minute si spende poco e si ha tutto. 


Purtroppo ancora un progetto di ricerca. 
Gli stessi medici cubani consigliano di non abbandonare le terapie tradizionali come ad esempio la radioterapia o la chemioterapia, ma di associare a questi l’Escozul. In Italia, come in tutti gli altri paesi oltre a Cuba, questo medicinale non viene assolutamente preso in considerazione. Il Dott. Giovanni Battista Speranza, direttore del reparto di Oncologia dell’ospedale “Giovanni Battista di Ostia”, ha parlato dell’Escozul durante un convegno e le sue considerazioni in merito sono favorevoli, anche perchè ha conosciuto pazienti che assumono questo medicinale da cui ne stanno traendo beneficio.Clandestinoweb da oggi si impegna a sostenerequesta battaglia.Crediamo che non bisogna fermarsi di fronte alla scienza, anche se la fonte è naturale e non chimica, soprattutto se in ballo ci sono vite umane. Chi combatte contro questo male, lotta con tutte le proprie forze per sconfiggerlo e non è giusto non dar loro speranza. La vita è un dono, ed è preziosa. Il dott. Giovanni Battista Speranza, direttore del reparto di Oncologia medica dell’ospedale «Giovanni Battista Grassi» di Ostia, in provincia di Roma, che ha parlato dell’Escozul in un convegno scientifico tenutosi al Lido di Ostia a giugno. L’ospedale «Grassi » è diventato punto di riferimento per tante famiglie che, da mesi, s’imbarcano all’aeroporto di Fiumicino, destinazione L’Avana.
Speranza ha iniziato a interessarsi del farmaco un anno fa, quando una paziente affetta da neoplasia della mammella gli chiese di curarla. La paziente iniziò il trattamento classico e il quadro clinico progressivamente migliorò. Dopo due mesi la paziente confessò che indipendentemente dalla cura prescritta aveva autonomamente iniziato u n’altra cura con l’Escozul. Solo dopo, il medico romano scoprì che altri cinque pazienti lo stavano assumendo, senza ottenere la guarigione definitiva ma con un miglioramento generale evidente. Speranza tiene a ribadire che «non vanno alimentate false illusioni e che in ogni caso i pazienti affetti da tumore non devono assolutamente abbandonare le terapie tradizionali. L’Escozul – chiarisce – non è un antitumorale ma un farmaco omeopatico che aiuta, allevia il dolore e interviene sull’infiammazione. Le mie considerazioni? Sono favorevoli. I pazienti che seguo lo stanno assumendo e stanno meglio. Le raccomandazioni sono di stare molto attenti e di fidarsi solo di persone che si conoscono». È possibile procurarsi l’Escozul solo a Cuba. Le autorità del ministero della Salute cubano lo danno gratuitamente anche agli stranieri, previa presentazione della documentazione clinica. Per informazioni www.labiofam.cu.        




Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Rhopalurus junceus (in basso a sinistra) a confronto con ilCentruroides margaritatus ed il Tityus obscurus
Il termine escoazul o escozul (dalla contrazione di escorpión azul - in spagnolo: scorpione azzurro - nome con cui è noto a Cuba) viene utilizzato a Cuba per indicare diverse miscele utilizzate nella medicina tradizionale cubana come antinfiammatorio, la cui composizione può variare molto ma alla cui base sta sempre un dose molto diluita del veleno del Rhopalurus junceus, una specie di scorpione che si trova aCubaHaiti e in Repubblica Dominicana.
Il veleno dello scorpione azzurro, di colore blu, contiene una tossina la cui composizione e struttura non è stata ancora del tutto chiarita.
Cuba questo scorpione viene allevato per derivare le tossine del suo veleno a scopo farmaceutico: la tossina naturale viene emessa disturbando lo scorpione con una piccola scossa elettrica.

Uso antitumorale in medicina alternativa

La fama di tale veleno si è espansa notevolmente in America Latina ed in Europa a seguito del diffondersi, specialmente su internet, di voci, non supportate da alcuna prova scientifica, riguardo ad un suo eventuale effetto antitumorale e/o omeopatico.

La pressione dell'opinione pubblica ha portato lo stato cubano ad avviare diversi studi, tutti ancora in fasi preliminari, volti a scoprire i reali effetti della tossina su cavie animali; è in corso anche una sperimentazione di somministrazione a malati di tumore di un farmaco derivato da tale veleno, commercializzato, per ora solo a Cuba, e sul mercato nero internazionale, col nome di Vidatox, ed è prodotto dalla Labiofam, un'azienda farmaceutica di proprietà dello stato cubano.[1] Un'azienda privata albanese commercializza l'Escoazul, preparato dalla stessa ditta cubana ma in forma estremamente diluita, come rimedio omeopatico diluito a CH30 e che quindi non contiene alcuna traccia di farmaco; questo perché, non potendo essere venduto come farmaco poiché privo di sperimentazione clinica, l'unica forma possibile commerciabile è quella omeopatica che, di fatto, è semplice acqua (alla diluizione CH30 utilizzata, infatti, non permane fisicamente alcuna molecola della sostanza originale).[2]                                                                  

1 commento:

  1. "solo dopo una presentazione e accurata valutazione della cartella clinica"
    Veramente,andando un pò in giro per internet, è facilissimo trovare "resoconti" di gente che ha comprato il prodotto senza alcuna cartella clinica e molta gente che lo vende...Come tutte le notizie su internet non è facile verificare ma non credo siano davvero cosi schizzinosi, i cubani, da non darti la medicina se non hai la cartella clinica dietro. Del resto perchè mai dovresti comprarla se non hai un certo problema (non per forza un tumore dato che dicono essere un potente antinfiammatorio). E a Cuba con 180 euro è difficile che qualcuno dica di no a molte cose!

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